top of page

Risultati di ricerca

75 risultati trovati con una ricerca vuota

  • come si calcola rating bancario PMI

    Il rating bancario di una PMI nasce dall’integrazione tra dati di bilancio, andamento in Centrale Rischi, indicatori prospettici e valutazione qualitativa. Categoria: Bancabilità e RatingTipo: Spoke (searchable)Target keyword: come si calcola rating bancario PMIBuyer stage: AwarenessTempo di lettura stimato: 6 minuti Quando una banca valuta una richiesta di finanziamento, non si affida al giudizio soggettivo del direttore di filiale. Utilizza un modello interno di rating — uno score quantitativo — costruito secondo standard europei precisi. Conoscere come funziona quel modello è il primo passo per poterlo influenzare a proprio favore. Il quadro normativo: cosa dice l'EBA Le linee guida EBA LOM (Loan Origination and Monitoring, giugno 2020, applicative dal 2021) hanno ridisegnato in modo sostanziale il processo con cui le banche europee valutano e monitorano il merito creditizio delle imprese. L'EBA ha imposto agli istituti di adottare un approccio forward-looking: le banche non possono più limitarsi a guardare il bilancio storico. Devono valutare la sostenibilità prospettica del debito, includendo proiezioni finanziarie, analisi dei flussi di cassa attesi e scenari di stress. Per le PMI questo ha avuto conseguenze concrete: Il bilancio depositato da solo non basta più Il piano finanziario prospettico è diventato un documento necessario nelle istruttorie di importo rilevante Il monitoraggio continuo del merito creditizio è diventato obbligatorio, non solo in fase di concessione La struttura del rating bancario Il rating che una banca assegna a un'impresa è il risultato della combinazione di tre componenti: 1. Rating quantitativo (base bilancio) È la componente principale. Si costruisce sulla riclassificazione del bilancio civilistico in schemi di analisi finanziaria, da cui vengono estratti gli indicatori chiave. Ogni indicatore riceve un punteggio, e il punteggio complessivo determina una classe di rischio preliminare. Gli indicatori più pesanti nei modelli bancari sono: Indicatori di redditività EBITDA Margin (EBITDA / Ricavi netti): misura la capacità di generare margine operativo lordo ROI (Return on Investment): redditività del capitale investito ROE (Return on Equity): redditività del patrimonio netto Indicatori di struttura patrimoniale Leverage (Debito finanziario netto / Patrimonio netto): misura il grado di indebitamento relativo Debt Ratio (Totale passività / Totale attività): misura la dipendenza dal debito in assoluto Copertura delle immobilizzazioni: verifica che le attività a lungo termine siano finanziate con fonti a lungo termine Indicatori di liquidità Current Ratio (Attivo corrente / Passivo corrente): deve essere ≥ 1,0 per segnalare equilibrio Quick Ratio (Attivo corrente - Magazzino / Passivo corrente): versione più conservativa Indicatori di copertura del debito DSCR (Flusso di cassa operativo / Servizio del debito): indicatore chiave per i finanziamenti PFN/EBITDA (Posizione Finanziaria Netta / EBITDA): soglia critica generalmente a 4,0x 2. Rating andamentale (base Centrale Rischi) La Banca d'Italia raccoglie mensilmente le segnalazioni di tutti gli istituti sull'esposizione creditizia di ogni impresa. Questi dati — disponibili nella Centrale Rischi — sono una delle fonti più importanti nel calcolo del rating. La banca analizza: Livello di utilizzo degli affidamenti: un utilizzo sistematicamente oltre il 70–80% del massimale concesso è un segnale di tensione finanziaria Sconfinamenti: utilizzi temporanei oltre il fido accordato, anche brevi, abbassano il punteggio andamentale Variazione dell'esposizione complessiva: un aumento rapido e non giustificato del debito bancario totale è interpretato come segnale di difficoltà Presenza di crediti deteriorati: inadempienza probabile (UTP), past due e sofferenze sono segnalazioni gravi con impatto immediato e prolungato sul rating 3. Componente qualitativa Questa componente ha un peso variabile (tipicamente 10–30% del punteggio finale) e viene valutata dal gestore di relazione sulla base di criteri semi-strutturati: Settore di appartenenza e outlook settoriale Qualità e continuità del management Diversificazione del portafoglio clienti Presenza di contratti pluriennali o ricavi ricorrenti Solidità delle garanzie offerte (reali, personali, pubbliche) Qualità e completezza della documentazione fornita Le classi di rating: come leggere lo score Le banche non pubblicano i loro modelli interni, ma seguono tutte scale di rischio simili. La più comune si articola in 7–10 classi, da Investment Grade (basso rischio) a Distressed (rischio molto elevato). In termini pratici per una PMI: Classe Caratteristica Effetto sul credito 1–3 Investment Grade Accesso pieno, condizioni migliori 4–5 Medio rischio Accesso con condizioni standard o maggiorazione spread 6–7 Alto rischio Accesso limitato, garanzie aggiuntive richieste 8+ Distressed/Default Credito sospeso, monitoraggio intensivo La maggior parte delle PMI italiane si posiziona nelle classi 4–6, con ampi margini di miglioramento se si interviene correttamente sugli indicatori. L'errore più comune: presentare solo il bilancio storico Molti imprenditori si presentano in banca con il bilancio dell'ultimo anno e si aspettano che sia sufficiente. Non lo è più. Il modello EBA LOM richiede alle banche di valutare la sostenibilità prospettica. Un'impresa che non porta un piano finanziario — anche semplice, ma coerente — viene valutata con le sole informazioni storiche, che per definizione guardano al passato e non tengono conto di investimenti, nuovi contratti o interventi di miglioramento già in corso. Presentarsi con dati prospettici strutturati — DSCR proiettato, cash flow a 24 mesi, scenario di stress — non è un vantaggio competitivo. È diventato lo standard atteso. Come migliorare il tuo rating bancario Ogni indicatore che compone il rating può essere migliorato con interventi mirati. I risultati non sono immediati — i bilanci aggiornati arrivano una volta all'anno e la Centrale Rischi si aggiorna mensilmente — ma con un piano strutturato l'effetto è misurabile in 12–18 mesi. Le leve principali sono: Ottimizzazione del DSCR attraverso la ristrutturazione del debito o il miglioramento dei flussi operativi Riduzione del PFN/EBITDA tramite abbattimento del debito finanziario netto o incremento dell'EBITDA Normalizzazione dell'andamentale eliminando sconfinamenti e riducendo l'utilizzo sistematico dei fidi Rafforzamento della componente qualitativa con documentazione strutturata e narrativa finanziaria efficace → Leggi la guida completa: come migliorare la bancabilità della tua PMI Non sai in quale classe di rating sei? Prima di costruire un piano di miglioramento, serve sapere da dove si parte. Il check-up gratuito di Rodemar Business Advice simula il tuo rating con gli stessi criteri usati dalle banche: analizziamo bilancio, Centrale Rischi e struttura del debito e ti diciamo dove sei e cosa fare. Risposta entro 1 ora. Nessun impegno. → Richiedi il check-up gratuito Articolo correlato: DSCR: cos'è, come si calcola e cosa vuole vedere la banca

  • Come migliorare la bancabilità della tua PMI: la guida completa

    Le principali leve per migliorare la bancabilità di una PMI: DSCR, PFN/EBITDA, Centrale Rischi, rating e piano finanziario. Se la tua banca ha ridotto il fido, rifiutato un finanziamento o ti ha risposto con un generico "il merito creditizio non è sufficiente", il problema quasi sempre non è la tua impresa in sé. È il modo in cui quella impresa viene letta dai sistemi di valutazione degli istituti di credito. Le banche non valutano le aziende come le valuteresti tu. Usano modelli quantitativi calibrati sulle linee guida EBA (European Banking Authority), che trasformano bilanci, flussi di cassa e dati andamentali in uno score. Quello score, il rating interno, determina se ottieni credito, a quali condizioni e con quali massimali. La buona notizia è che il rating si può migliorare. Ma solo se sai quali leve muovere, in quale ordine e con quale orizzonte temporale. Questa guida è il punto di partenza. Cos'è la bancabilità e perché non coincide con la "salute aziendale" Un'impresa può essere redditizia, con un buon portafoglio clienti e una gestione solida, e avere comunque un rating bancario basso. Questo accade perché la banca valuta dimensioni che spesso il bilancio civilistico non rappresenta bene. La bancabilità è la capacità di un'impresa di accedere al credito bancario a condizioni ragionevoli. Non è una caratteristica fissa: è il risultato di come gli indicatori finanziari si posizionano rispetto alle soglie di accettazione usate dagli istituti. I parametri chiave che determinano la tua bancabilità sono quattro: DSCR (Debt Service Coverage Ratio) misura se i flussi di cassa operativi generati dall'impresa sono sufficienti a coprire le rate del debito. Una banca vuole vedere un DSCR superiore a 1,1–1,2. Sotto 1,0 significa che i flussi non bastano: segnale di allarme immediato. PFN/EBITDA (Posizione Finanziaria Netta / EBITDA) indica quanti anni di margine operativo lordo sarebbero necessari per ripagare il debito finanziario netto. La soglia critica è generalmente 4x. Oltre quella soglia, la banca considera l'impresa sovra-indebitata rispetto alla sua capacità di generare cassa. CCC (Cash Conversion Cycle) misura quanto tempo il capitale rimane intrappolato nel ciclo operativo (crediti verso clienti + magazzino – debiti verso fornitori). Un CCC elevato significa fabbisogno di liquidità strutturale, che molte imprese finanziano inconsapevolmente con il debito bancario a breve. Rating lo score sintetico che la banca assegna internamente sulla base di dati quantitativi (bilancio, centrale rischi, flussi) e qualitativi (settore, management, strategia). Determina le condizioni di accesso al credito: tasso, massimale, garanzie richieste. Come le banche costruiscono il tuo rating Ogni istituto ha un modello proprietario, ma tutti si basano su tre blocchi informativi coerenti con le linee guida EBA LOM (Loan Origination and Monitoring): Analisi quantitativa del bilancio Il bilancio civilistico viene riclassificato secondo schemi finanziari (non contabili). Gli indici calcolati riguardano: struttura patrimoniale (grado di leva, copertura delle immobilizzazioni), liquidità (current ratio, quick ratio), redditività (ROE, ROI, ROS, EBITDA margin) e copertura del debito (DSCR, PFN/EBITDA). Analisi andamentale (Centrale Rischi) La Centrale Rischi Banca d'Italia fotografa il comportamento dell'impresa nei confronti del sistema bancario: utilizzo degli affidamenti, sconfinamenti, segnalazioni di inadempienza, livello di indebitamento complessivo. Un andamentale "pulito" vale quanto un bilancio solido. Analisi prospettica Le banche guardano avanti, non indietro. Il bilancio storico serve da punto di partenza, ma ciò che conta è la sostenibilità prospettica: il piano finanziario, i flussi attesi, la tenuta del DSCR nei 12–36 mesi successivi. Le 5 leve per migliorare la bancabilità Non tutte le leve hanno lo stesso impatto né gli stessi tempi di effetto. Ecco le principali, ordinate per rapidità di risultato: Ottimizzare il ciclo del capitale circolante Ridurre i giorni medi di incasso dei crediti commerciali e allungare i termini di pagamento ai fornitori (nei limiti della legge) libera liquidità senza ricorrere a nuovo debito. L'impatto sul DSCR e sul CCC può essere visibile in 3–6 mesi. Ristrutturare il debito a breve in debito a medio-lungo termine Un'impresa con debito bancario prevalentemente a breve termine mostra flussi in uscita concentrati e un DSCR volatile. Consolidare il debito allunga le scadenze, riduce le rate mensili e migliora il DSCR. L'operazione richiede negoziazione con gli istituti ma è spesso fattibile anche senza garanzie aggiuntive. Ripulire le anomalie in Centrale Rischi Sconfinamenti anche brevi, utilizzi sistematicamente vicini al massimale e segnalazioni di sofferenza restano visibili per anni. Alcune anomalie si possono estinguere, altre vanno gestite con una narrativa chiara alla banca. Ignorarle non le fa sparire. Costruire un business plan finanziario credibile La banca non si fida dei piani ottimistici. Si fida dei piani coerenti, con ipotesi conservative e dati storici a supporto. Un business plan che mostra il DSCR prospettico a 24 e 36 mesi, costruito con metodologie riconosciute, cambia il posizionamento dell'impresa nell'istruttoria. Migliorare la struttura patrimoniale Un basso rapporto patrimonio netto / debito totale è un segnale di fragilità. Le leve disponibili includono: rivalutazione dei beni aziendali (dove consentito), accantonamento degli utili invece della distribuzione, operazioni di aumento di capitale. Tempi più lunghi, ma impatto strutturale. Da dove partire: il check-up di bancabilità Prima di muovere qualsiasi leva, serve sapere con precisione dove sei. Non per intuizione, ma con gli stessi numeri che usa la banca. Il check-up di bancabilità di Rodemar Business Advice analizza i tuoi dati — bilancio, centrale rischi, struttura del debito — e restituisce un quadro chiaro: qual è il tuo DSCR attuale, dove si posiziona il tuo PFN/EBITDA, quali anomalie risultano nell'andamentale e quale intervento ha più impatto nel breve periodo. Il check-up è gratuito e senza impegno. La risposta arriva entro 1 ora. → Richiedi il check-up gratuito Approfondisci i singoli indicatori Questo articolo è il punto di partenza. Ogni indicatore e ogni leva merita un approfondimento dedicato: Come si calcola il rating bancario secondo i criteri EBA DSCR: cos'è, come si calcola e cosa vuole vedere la banca PFN/EBITDA: la soglia critica oltre la quale le banche si preoccupano Centrale Rischi: come leggerla e cosa fare se ci sono anomalie Come simulare il tuo rating prima di andare in banca Rating interno vs rating esterno: le differenze che contano per le PMI Rodemar Business Advice è una società di consulenza finanziaria d'impresa specializzata nell'accesso al credito e nel miglioramento della bancabilità delle PMI italiane. Utilizziamo i modelli di valutazione EBA-compliant adottati dagli istituti di credito per costruire strategie misurabili e orientate ai risultati.

  • PFN/EBITDA e DSCR: i numeri che determinano se ottieni un finanziamento

    Executive Summary Nel processo di concessione del credito, non conta quanto fatturi o quanto utile generi. Conta una sola cosa: la capacità reale di generare cassa per rimborsare il debito. Molte imprese vengono valutate ancora oggi con indicatori incompleti come il rapporto PFN/EBITDA, che però non misura la sostenibilità finanziaria reale . PFN/EBITDA DSCR Il vero indicatore decisivo è: DSCR (Debt Service Coverage Ratio) PFN/EBITDA → misura il debito DSCR → misura la capacità di pagarlo Ed è su questo che le banche prendono decisioni. Perché l’EBITDA non basta per ottenere un finanziamento L’EBITDA è uno degli indicatori più utilizzati, ma presenta un limite strutturale: misura la marginalità, non la liquidità Infatti: non considera il capitale circolante non considera investimenti non considera tempi di incasso/pagamento Risultato:due aziende con lo stesso EBITDA possono avere: capacità di rimborso completamente diversa rischio bancario opposto Il rapporto PFN/EBITDA può diventare un bias decisionale  se utilizzato isolatamente PFN/EBITDA: cosa misura davvero (e cosa non misura) Definizione PFN/EBITDA = Posizione Finanziaria Netta / EBITDA Indica: livello di indebitamento rispetto alla capacità operativa Limiti principali Aspetto PFN/EBITDA Liquidità reale ❌ non considerata Capitale Circolante ❌ ignorato Flussi di cassa ❌ assenti Sostenibilità del debito ❌ indiretta Conclusione: è un indicatore statico e teorico DSCR: il vero numero che decide il finanziamento Il DSCR misura: la capacità dell’impresa di generare cassa sufficiente a pagare i debiti Formula: DSCR = Flusso di cassa disponibile / Servizio del debito Dove: numeratore = cassa reale generata denominatore = rate (capitale + interessi) Interpretazione bancaria: DSCR > 1 → sostenibile DSCR = 1 → equilibrio fragile DSCR < 1 → rischio crisi Le banche generalmente richiedono valori > 1,2 – 1,3  per considerare finanziabile un’impresa Perché il DSCR è superiore al PFN/EBITDA 📊 Confronto diretto Indicatore Cosa misura Valore per la banca PFN/EBITDA indebitamento teorico limitato DSCR capacità di rimborso decisivo Il DSCR integra: flussi di cassa capitale circolante sostenibilità reale Infatti, il DSCR si basa su flussi di cassa effettivi disponibili per il debito, non su grandezze economiche Caso reale: quando i numeri ingannano la banca Scenario: Azienda PFN/EBITDA DSCR A 3,0 1,4 B 3,0 0,8 Stesso indebitamento Rischio completamente diverso Azienda A → finanziabile Azienda B → rischio elevato Perché succede? Azienda A: incassa velocemente ciclo di cassa efficiente Azienda B: capitale circolante assorbente tensione finanziaria Questo conferma che: il problema non è quanto debito hai, ma se riesci a pagarlo Come migliorare il DSCR (e ottenere finanziamenti) Interventi operativi ✔ Riduzione tempi incasso ✔ Ottimizzazione magazzino ✔ Rinegoziazione debiti ✔ Pianificazione finanziaria Le leve più efficaci Leva Impatto su DSCR Riduzione crediti ↑ cassa Allungamento debiti ↓ rate Aumento marginalità ↑ EBITDA Controllo investimenti ↑ liquidità Errore critico: chiedere finanziamenti senza conoscere il DSCR Molte imprese commettono un errore grave: presentarsi in banca senza conoscere il proprio DSCR Conseguenze: rigetto immediato pratica peggioramento rating perdita credibilità 📊 Un DSCR inferiore a 1 indica incapacitá di rimborso e alto rischio per la banca Quando intervenire subito Segnali critici: utilizzo continuo fidi difficoltà pagamento fornitori crescita senza cassa DSCR < 1 In questi casi è necessario: riequilibrare struttura finanziaria ristrutturare il debito migliorare il capitale circolante Domande frequenti (FAQ) L’EBITDA basta per ottenere un finanziamento? No. Le banche valutano la cassa, non solo la marginalità. Qual è il valore minimo di DSCR? Generalmente superiore a 1,2. PFN/EBITDA è inutile? No, ma la PFN/EBITDA è incompleto se usato da solo. Il DSCR è obbligatorio? Sì, il DSCR è centrale nella valutazione bancaria moderna. Vuoi sapere se la tua azienda è finanziabile? Molte imprese scoprono troppo tardi di: avere un DSCR insufficiente non essere bancabili essere già in tensione finanziaria Clicca qui e richiedi un’analisi finanziaria professionale: calcolo DSCR reale analisi PFN/EBITDA simulazione finanziamento piano di riequilibrio

  • Come gestire al meglio i flussi di cassa

    Ci sono diverse #strategie che un'azienda può adottare per gestire meglio i flussi di cassa. Ecco alcuni suggerimenti: 1. Pianificazione finanziaria : è importante avere una pianificazione finanziaria accurata che preveda #entrate e #uscite di cassa. Questo può essere fatto attraverso la creazione di un #budget dettagliato e la previsione delle entrate e delle #spese future. 2. Monitoraggio dei #flussidicassa : è fondamentale tenere traccia dei flussi di cassa in entrata e in uscita per avere una visione chiara della situazione finanziaria dell'azienda. Ciò può essere fatto attraverso la creazione di #report finanziari regolari e l'utilizzo di software di gestione finanziaria. 3. Riduzione dei tempi di #pagamento : cercare di ridurre i tempi di pagamento dei clienti può aiutare a migliorare i flussi di cassa. Questo può essere fatto attraverso l'implementazione di politiche di pagamento più rigorose e l'offerta di incentivi per i pagamenti anticipati. 4. Gestione delle scorte : una gestione efficiente delle scorte può aiutare a ridurre i costi e migliorare i flussi di cassa. Ciò può essere fatto attraverso l'ottimizzazione dei livelli di inventario e la riduzione degli sprechi. 5. Negoziazione con i fornitori : cercare di negoziare condizioni di pagamento più favorevoli con i fornitori può aiutare a migliorare i flussi di cassa. Ad esempio, si può cercare di ottenere sconti per pagamenti anticipati o di estendere i termini di pagamento. 6. Diversificazione delle fonti di finanziamento : cercare di diversificare le fonti di #finanziamento può aiutare a ridurre la dipendenza da un'unica fonte di cassa. Ad esempio, si può considerare l'opzione di ottenere finanziamenti da diverse banche o di cercare investitori esterni. 7. Gestione delle spese : cercare di ridurre le spese non necessarie può aiutare a migliorare i flussi di cassa. Questo può essere fatto attraverso l'analisi delle spese correnti e l'identificazione di aree in cui è possibile ridurre i costi. 8. Utilizzo di strumenti finanziari: l'utilizzo di strumenti finanziari come linee di credito o invoice trading può aiutare a migliorare i flussi di cassa. Questi strumenti consentono di ottenere liquidità immediata in cambio di una commissione o di interessi. In generale, una gestione attenta e proattiva dei flussi di cassa è fondamentale per il successo finanziario di un'azienda. Contattaci ora per scoprire come gestire al meglio i flussi di cassa della tua azienda

  • Capacity Building

    La capacity building , o costruzione delle capacità , è un processo cruciale per le imprese. Consiste nel migliorare le competenze, le conoscenze e le risorse necessarie per affrontare sfide e opportunità in vari settori. Vediamo come può influenzare le imprese e i loro clienti: Miglioramento delle Performance Aziendali : La capacity building permette alle imprese di sviluppare competenze chiave nei dipendenti, migliorando l’efficienza operativa e la produttività. Investire nella formazione e nello sviluppo del personale aiuta a creare un ambiente di lavoro più competente e motivato. Innovazione e Adattabilità : Le imprese che investono nella costruzione delle capacità sono più inclini all’innovazione e all’adattamento ai cambiamenti del mercato. Questo favorisce la creazione di nuovi prodotti, servizi e processi, mantenendo l’azienda competitiva. Vantaggi per i Clienti : I clienti beneficiano di un servizio migliore quando le imprese hanno personale ben addestrato e risorse adeguate. La capacità di risolvere problemi in modo efficiente e di fornire soluzioni di alta qualità aumenta la soddisfazione del cliente. Sostenibilità a Lungo Termine : La capacity building contribuisce alla sostenibilità aziendale nel lungo periodo. Le imprese che investono nelle proprie risorse umane e infrastrutture sono più resilienti e pronte a fronteggiare le sfide future. In sistesi possiamo affermare che la capacity building è un investimento strategico che migliora le performance aziendali, genera benefici per i clienti e promuove la crescita sostenibile. Contattaci ora per avviare un processo di miglioramento delle competenze e conoscenze per aumentare le tue performace!!

  • Tutto ciò che devi sapere per richiedere un finanziamento con il Decreto Liquidità

    Il decreto liquidità ha provato a dare una spinta alla ripresa post #Covid19 puntando tutto sulle garanzie, sia del Fondo di Garanzia che di Sace. La confusione è stata tanta ed a nostro avviso è ancora tanta. Come in uno scenario post bellico, in un'#Italia distopica di un #futuro incerto dove la ripresa dell'#economia sembra difficile, dove la #hightoucheconomy cede il passo alla #lowtoucheconomy, dove l' #innovazione la fa da padrona in questo processo di #trasformazione, dove la consapevolezza di non ritrovare il mondo così come lo abbiamo lasciato, ci apprestiamo a riaprire le nostre imprese. Ma cosa accadrà il 4 maggio? Torneremo in azienda, ma non la riconosceremo più, non sembrerà più la stessa, non perché sia cambiata, ma perché la nostra idea di azienda, la nostra #vision e la nostra #mission, non saranno più al passo col nuovo mondo, ecco che allora dovremo adeguare la nostra azienda, avremo bisogno di risorse finanziarie. Il #decretoliquidità attraverso il #fondodigaranzia stabilisce diverse opportunità per le imprese, ma attenzione, il #decretoliquidità non fa alcuna imposizione alle banche, bensì dota le aziende di strumenti che facilitano al massimo al concessione del credito. L'Abi, con le sue circolari ha più volte stabilito quali sono le regole da osservare per gli istituti bancari per concedere credito alle imprese. Cosa è importante che tu sappia quando richiedi un finanziamento di € 25.000,00 alla tua banca: " NESSUN OBBLIGO ALLE BANCHE DI EROGARE IL FINANZIAMENTO "ANCHE SE HAI UNA GARANZIA AL 100% LA BANCA NON E' OBBLIGATA A DARTI IL FINANZIAMENTO" SE NON DIMOSTRI DI POTER RESTITUIRE IL FINANZIAMENTO (#rating accettabile, #centralerischi e banche dati private ok) LA BANCA NON TE LO CONCEDERA' SE DEVI INVESTIRE E' IMPORTANTE UN BUON BUSINESS PLAN CHE PRENDA IN CONSIDERAZIONE L'EMERGENZA COVID19 PERSONALE RIDOTTO E NUMERO ELEVATO DI RICHIESTE INGOLFERANNO LE FILIALI E PER IL FINANZIAMENTO DEVI ATTENDERE ANCHE MESI SE IL TUO FATTURATO E' INFERIORE A € 100.000,00 PUOI AVERE PIU' DI € 25.000,00 DI FINANZIAMENTO NON PUO' ESSERE UTILIZZATO PER COMPENSARE ALCUN PRESTITO PREESISTENTE, SIA SOTTO FORMA DI SCOPERTO DI CONTO CHE DI OGNI ALTRO TIPO DI FINANZIAMENTO, A PENA DECADENZA GARANZIA E QUINDI DELLE AGEVOLAZIONI RICEVUTE Se hai incontrato le difficoltà di cui sopra, o vuoi evitarle, clicca sul LINK -- > QUI ti possiamo aiutare Quando presento una richiesta di finanziamento, la banca fa comunque una istruttoria per valutare la tua affidabilità finanziaria, questa viene valutata sul tuo comportamento passato, inoltre, valuta anche la tua capacità di gestire e far ripartire la tua azienda. Nessuno ti finanzierà "solo perché c'è la garanzia dello Stato al 100%" . La garanzia è utile alla banca laddove non dovessi essere in grado di pagare il finanziamento, ma comunque davi dimostrare in fase di richiesta di "sapere cosa stai facendo" e "perché lo stai facendo" Non rischiare di rimanere senza denaro per ripartire , clicca sul LINK -- > QUI ti possiamo aiutare

  • PFN / EBITDA il grande bias che condiziona le decisioni di credito più di quanto dovrebbe e calcolo del DSCR

    PFN / EBITDA un indicatore significativo? Nel settore del credito e dell’analisi finanziaria, pochi indicatori hanno assunto un ruolo così centrale – e talvolta dogmatico – come il rapporto PFN/EBITDA . Un parametro comodo, sintetico, apparentemente oggettivo. Ma siamo sicuri che sia davvero così affidabile? La verità è che il PFN/EBITDA può rappresentare un bias significativo  quando utilizzato come riferimento esclusivo nella concessione di finanziamenti o affidamenti.E questo perché, nonostante la sua popolarità, non misura ciò che più conta davvero: la capacità dell’azienda di generare cassa per ripagare il debito. Perché può diventare un bias Il motivo è semplice: la PFN  fotografa l’indebitamento netto in un momento preciso ; l’ EBITDA  misura la marginalità operativa, non  la liquidità disponibile. Questo rapporto non tiene conto di elementi fondamentali come: variazioni del capitale circolante, investimenti ricorrenti, stagionalità dei flussi, cicli di incasso e pagamento. Il risultato? Aziende con PFN/EBITDA identici possono avere livelli di liquidità completamente diversi — e quindi rischiosità radicalmente diversa. Calcolo del DSCR : la metrica che guarda dove il PFN/EBITDA non arriva Il calcolo del DSCR (Debt Service Coverage Ratio)  è l’indicatore che misura direttamente la sostenibilità del debito. Non si chiede quanta marginalità fai, ma quanta cassa generi per pagare rate, capitale e interessi . Ecco la differenza sostanziale: Indicatore Cosa misura Limiti PFN/EBITDA Leva finanziaria teorica Ignora totalmente i flussi di cassa DSCR Capacità reale di rimborso del debito Dipende da stime prospettiche Come si collegano e perché servono entrambi Il PFN / EBITDA tende a influenzare il DSCR, ma in modo solo indiretto.Un’azienda con molta PFN può comunque avere un DSCR eccellente se: PFN EBITDA calcolo DSCR ha cicli di incasso efficienti, dispone di liquidità strutturale, genera flussi stabili. Viceversa, un’impresa con PFN / EBITDA basso può avere un DSCR pessimo se il circolante assorbe cassa. In sintesi: Il PFN/EBITDA  ti dice quanto debito hai . Il DSCR  ti dice se riesci davvero a pagarlo . E nel mondo del credito, è la seconda risposta che conta davvero. Se vuoi sapere se davvero riesci a pagare i tuoi debiti e vuoi conoscere la tua capacità di essere finanziato....

  • L'Imprenditore Prigioniero dello Status Quo: La Rodemar Business Advice e i Tre Orizzonti per l'Indipendenza Finanziaria

    Molte aziende   sono frenate   non da   una crisi di mercato , ma da   una crisi di visione , spesso incarnata nella figura del suo   leader . L'imprenditore, artefice del successo passato, può divenire la principale vittima dello   Status Quo Bias , una potente distorsione cognitiva che lo induce a preferire la condizione attuale, anche se inefficiente, per il timore irrazionale di perdere il controllo e le certezze guadagnate. Rodemar Business Advice   utilizza il   Modello dei Tre Orizzonti   (Three Horizons Framework), sviluppato dal futurista   Bill Sharpe  per sbloccare questa inerzia decisionale, trasformando la gestione finanziaria (entrate e uscite) da un punto di resistenza a un motore di crescita. I l Modello dei Tre Orizzonti : Una Bussola per l'Innovazione e l' indipendenza finanziaria Il framework articola il processo di trasformazione in tre fasi distinte che coesistono nel presente: Orizzonte 1 (H1): Il Business Attuale.  Rappresenta l'attuale sistema, il " business as usual ". In H1, le pratiche esistenti sono dominanti, ma mostrano segni di declino o insostenibilità nel tempo. Orizzonte 3 (H3): La Visione Futura Desiderata.  È il sistema futuro, desiderato e sostenibile, il successore radicale di H1. Rappresenta la visione ideale, magari entro 5-10 anni. Orizzonte 2 (H2): Il Ponte della Transizione.  Rappresenta un periodo di turbolenza e innovazione in cui emergono alternative e si sperimenta per colmare il divario tra H1 e H3. Qui si trovano le iniziative di transizione. Status Quo : La Resistenza dell'Imprenditore al Cambiamento Il successo della trasformazione dipende in larga misura dalla capacità di superare la   resistenza al cambiamento   del   management   e, in particolare, dell'imprenditore. Questa resistenza   non è pigrizia, ma spesso un istinto protettivo   dovuto a: Paura dell'Ignoto:  Il nuovo sistema (H3) è incerto e comporta rischi, mentre H1, seppur imperfetto, è familiare e ha fornito risultati (il concetto di  status quo bias ). Percezione di Perdita di Controllo:  L'imprenditore teme di perdere il controllo sui processi che ha gestito personalmente per anni, specialmente con l'introduzione dell'automazione. Rischio Economico e di Tempo:  Il cambiamento richiede investimenti (in H2) e tempo, senza una garanzia immediata di ritorno. Incertezza sul Ruolo:  La riorganizzazione può rimettere in discussione ruoli e competenze, generando insicurezza anche a livello direzionale. 1.   La Trappola dell'Orizzonte 1: L'Imprenditore e il "Conosciuto" L' Orizzonte 1 (H1)   rappresenta il sistema attuale, il comfort del " business as usual ". Per l'imprenditore, H1 è sinonimo di procedure rodate, anche se ormai obsolete (es. fatturazione manuale, flussi di cassa gestiti "a sensazione"). Manifestazione del Bias:  L'imprenditore resiste al cambiamento perché il sistema attuale, pur con i suoi costi nascosti e le sue inefficienze, è quello che ha sempre funzionato. Il suo cervello applica l' Avversione alla Perdita : i potenziali benefici futuri (H3) sono meno motivanti del rischio percepito di perdere la stabilità presente (H1). Il refrain è:  "Abbiamo sempre fatto così, perché rischiare?" Il Ruolo della Rodemar in H1:   L'intervento dei consulenti della Rodemar Business Advice non è quello di sminuisce l'operato passato, ma è quello di svelarne scientificamente i difetti. Tramite un'analisi dettagliata, traduce l'inefficienza in   numeri concreti   (costo del ritardo negli incassi, mancato sconto dai fornitori per pagamenti lenti), rendendo evidente che   restare in H1 non è sicuro, ma costoso e pericoloso . 2.   L'Orizzonte 3: Ridefinire l'Identità Aziendale e Personale Orizzonte 3 (H3)   è la visione del futuro desiderato: una funzione finanziaria interamente digitale, predittiva e strategicamente reattiva. Superamento del Blocco:  Per l'imprenditore, abbracciare H3 significa accettare una  nuova identità . Non è più solo il gestore operativo, ma il visionario strategico. La Rodemar Business Advice aiuta l'imprenditore a vedere l'orizzonte H3 non come una perdita di controllo (sui vecchi processi), ma come l' acquisizione di un controllo superiore  (sui dati e sulle decisioni strategiche). La Visione Finanziaria in H3: Gestione Entrate/Uscite:  Totale automazione del ciclo attivo e passivo. L'imprenditore non si occupa più di  data entry  o solleciti, ma di ottimizzazione predittiva del capitale circolante. Rodemar: Il Visionario:  La società di consulenza proietta l'imprenditore oltre la sua zona di comfort, definendo i benefici di un sistema che garantisce la sopravvivenza a lungo termine e libera tempo prezioso per la strategia. 3. Orizzonte 2: La Terapia del Cambiamento Graduale L' Orizzonte 2 (H2)   è il ponte, il luogo delle   innovazioni di transizione   (nuovi ERP,   e-invoicing , riorganizzazione dei flussi). Questo è il momento più critico, dove la resistenza è massima. Strategia Rodemar contro il Bias:  Per mitigare la paura dell'incertezza, la Rodemar Business Advice implementa i cambiamenti in  piccoli step misurabili  ( quick wins ). Pilot Test:  Si inizia con un settore o un processo specifico (es. solo l'automazione delle uscite) per dimostrare i benefici senza stravolgere l'intera azienda. Formazione e Supporto:  Si fornisce un intenso supporto al  team  e all'imprenditore, assicurando che la  familiarità  con i nuovi strumenti si sostituisca rapidamente alla paura dell'ignoto. Il Contro-Bias:  Ogni successo (un incasso più rapido, un errore manuale evitato) viene sottolineato come una prova concreta del fatto che il cambiamento è un  guadagno netto , minando le fondamenta del pregiudizio dello  status quo . La Trasformazione Finanziaria con Rodemar Business Advice: Guidare l'Impresa Oltre lo Status Quo con il Modello dei Tre Orizzonti Nel panorama economico attuale, la competitività di un’azienda non si misura solo sul prodotto, ma sulla sua capacità di rinnovarsi, in particolare nella gestione strategica delle risorse.   Rodemar Business Advice   si posiziona come partner strategico, utilizzando il   Modello dei Tre Orizzonti   dei processi in ambito finanziario. Il   framework   dei Tre Orizzonti fornisce una bussola chiara che permette alla Rodemar Business Advice di bilanciare la gestione operativa di oggi con la visione di crescita di domani, affrontando scientificamente la naturale resistenza al cambiamento passando dallo Status Quo all' indipendenza finanziaria Il Ruolo della Rodemar Business Advice: Gestire la Complessità con i Tre Orizzonti La Rodemar Business Advice applica il Modello dei Tre Orizzonti per analizzare, pianificare e implementare il cambiamento in tre dimensioni temporali che coesistono nel presente: Orizzonte 1 (H1): Stabilizzare l'Attuale (Il "Business as Usual") In H1, la Rodemar opera come un chirurgo, analizzando i processi finanziari esistenti – il   ciclo entrate e uscite   in particolare – per individuare le debolezze che generano inefficienza e minacciano la sostenibilità immediata. Azioni della Rodemar:  Mappatura dei flussi di cassa, identificazione dei colli di bottiglia nei pagamenti e negli incassi, revisione dei sistemi contabili e di  reporting  per renderli più snelli e conformi. L'obiettivo è il  miglioramento incrementale  per evitare che il sistema attuale "collassi" prima che la trasformazione possa avvenire. Risultato Finanziario:  Migliore liquidità immediata e maggiore trasparenza sui margini operativi. Orizzonte 3 (H3): Definire la Meta (La Visione Desiderata) H3 è la destinazione: la Rodemar Business Advice lavora con l'imprenditore per co-creare una visione ambiziosa ma realistica della funzione finanziaria del futuro. Azioni della Rodemar:  Definizione di una funzione  Finance  come  centro strategico di valore , non solo di costo. Si progetta un sistema finanziario completamente digitalizzato, con  reporting  in tempo reale, analisi predittive ( forecasting ) avanzate e integrazione totale dei dati con vendite e produzione. Risultato Finanziario:  Un'azienda pronta per il futuro, con una gestione entrate/uscite totalmente ottimizzata e basata sull'automazione ( zero-delay ). Orizzonte 2 (H2): Pianificare il Ponte (La Transizione e l'Innovazione) H2 è il cuore della consulenza della Rodemar Business Advice, il percorso di innovazione che collega H1 (l'oggi) a H3 (il domani). Questo è l'ambito delle iniziative dirompenti. Azioni della Rodemar Business Advice:  Lancio di progetti pilota per l'adozione di un nuovo  software gestionale ERP , implementazione della  fatturazione elettronica attiva e passiva  avanzata, ridefinizione dei ruoli del  team  finanziario e formazione su nuove competenze (es.  Business Intelligence ). La Rodemar gestisce questa fase come un periodo di sperimentazione controllata. Risultato Finanziario:  Iniziano a concretizzarsi i primi risparmi di tempo e costi (grazie all'automazione) e si stabiliscono nuove metriche di performance finanziaria. Impatto Specifico sulla Gestione Entrate e Uscite Attraverso i Tre Orizzonti, la Rodemar Business Advice rivoluziona il modo in cui l'azienda gestisce i flussi finanziari: La Sfida Cruciale: Superare il Status Quo Bias dell'Imprenditore Il successo di qualsiasi piano di trasformazione si scontra con la resistenza psicologica, in primis del   leader . L'imprenditore è spesso vittima dello   Status Quo Bias , la tendenza a preferire lo stato attuale, anche se inefficiente, per paura di perdere ciò che è certo (Avversione alla Perdita) e per il timore dell'ignoto (l'incertezza di H2 e H3). La Rodemar Business Advice affronta questa resistenza con un approccio relazionale e pragmatico: Validazione di H1:  La consulenza non critica l'operato passato, ma riconosce gli elementi di H1 che devono essere conservati. Questo rassicura l'imprenditore, trasformandolo da difensore dello  status quo  a co-creatore del futuro. Mappatura del Rischio (H2):  La Rodemar Business Advice rende i rischi del cambiamento prevedibili e gestibili, suddividendo la transizione in  milestone  chiare. Dimostrando che  "restare fermi è il vero rischio"  (l'H1 è destinato a declino) si sposta il focus dalla paura di perdere alla necessità di agire per sopravvivere e crescere. Il Linguaggio dei Numeri:  Ogni progetto H2 viene supportato da un  Business Case chiaro  che quantifica il ROI (Ritorno sull'Investimento) atteso in termini di riduzione dei costi operativi e miglioramento del  cash flow , offrendo all'imprenditore le certezze necessarie per investire. La Rodemar Business Advice non si limita a proporre nuove procedure, ma fornisce un   metodo strategico (i Tre Orizzonti)   per integrare l'innovazione nella cultura aziendale. Questo permette alle imprese di superare il blocco del passato, migliorare radicalmente le performance finanziarie e assicurarsi una posizione di leadership nel mercato di domani.

  • Dal Dubbio alla Scelta: come il CFP Guida l’Imprenditore tra Strumenti di Finanza Innovativa e Scenari Incerti

    Nel contesto economico attuale, caratterizzato da forte incertezza ma anche da nuove opportunità, le imprese si trovano davanti a sfide sempre più complesse. Non bastano più i tradizionali canali di finanziamento: accanto alle banche, oggi ci sono fintech, private equity e strumenti innovativi come il crowdfunding o il peer-to-peer lending. In questo scenario di finanza innovativa e scenari incerti , il Consulente Finanziario Professionista (CFP)  diventa una figura centrale.  Il suo compito non è solo proporre soluzioni, ma costruire strategie finanziarie su misura , guidando l’imprenditore nella scelta e nell’integrazione delle diverse fonti di capitale. Il CFP aiuta a trasformare i dati storici in proiezioni credibili, a redigere business plan solidi e trasparenti, e a rendere l’impresa più “bancabile” attraverso KPI chiari, governance efficace e politiche ESG.  È un vero e proprio ponte tra innovazione e tradizione : conosce i criteri delle banche, ne parla lo stesso linguaggio, ma sa anche valutare strumenti digitali e fintech, mettendoli a servizio dell’impresa in modo consapevole e sicuro. Allo stesso tempo, supporta la gestione della liquidità e del credito commerciale, spesso un punto debole per le PMI, e introduce strumenti tecnologici avanzati che permettono monitoraggio costante e decisioni basate su dati affidabili.  Fondamentale è anche la sua capacità di educatore finanziario : aiuta l’imprenditore a ragionare in modo strutturato, a prevedere scenari e a gestire i rischi. Così facendo, l’impresa diventa più solida, resiliente e competitiva sul mercato.  Il CFP è colui che traduce la complessità della finanza in scelte concrete e sostenibili , dando all’impresa non solo accesso al capitale, ma anche la capacità di crescere con visione strategica.  Scarica slide integrali qui Rodemar Business Advice , la tua guida tra finanza innovativa e scenari incerti La finanza che guida la crescita delle imprese In un mercato sempre più complesso e competitivo, Rodemar Business Advice  affianca imprenditori e aziende nella costruzione di strategie finanziarie solide, sostenibili e indipendenti. Non solo consulenza, ma un vero percorso di crescita : trasformiamo i dati aziendali in decisioni strategiche, aiutando l’impresa a dialogare con banche, investitori e piattaforme fintech in modo consapevole e vantaggioso. Cosa facciamo Strategia finanziaria su misura:  analizziamo i numeri, costruiamo business plan credibili e miglioriamo la bancabilità dell’impresa. Accesso indipendente alla finanza:  integriamo fonti tradizionali e innovative (banche, fintech, private equity, crowdfunding) per garantire libertà e autonomia nelle scelte. Gestione della liquidità e dei flussi:  ottimizziamo il cash flow e introduciamo strumenti digitali per il monitoraggio costante della performance. Sostenibilità e visione:  assicuriamo continuità, solvibilità e crescita nel tempo, con attenzione a governance ed ESG. Educazione finanziaria:  formiamo imprenditori più consapevoli, capaci di prevedere scenari e gestire i rischi con metodo e visione. Il nostro obiettivo Rendere ogni impresa finanziariamente autonoma , capace di generare flussi stabili e di crescere con solidità nel lungo periodo.Rodemar Business Advice è il partner che trasforma la complessità della finanza in opportunità concrete di sviluppo e sostenibilità .

  • Resto al Sud 2.0 fondo perduto chi può chiederlo cosa finanzia e come ottenerlo

    Cos'è e chi può chiederlo È un incentivo promosso da Invitalia per chi ha tra 18 e 35 anni  che vive (o può trasferire la residenza) nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Per giovani in condizione di inattività, disoccupazione o inoccupazione , o “working poor”, o disoccupati che partecipano al programma GOL. Non si può usare per imprese agricole/trattori/fishing & aquaculture (settore agricolo) — il settore agricolo è escluso. Le agevolazioni Ecco le forme principali di sostegno offerte a fondo perduto Strumento / Fascia Condizione investimento Quanto copre Nota / maggiorazione possibil e Voucher a fondo perduto Spese più contenute, per avviare attività fino a € 40.000 *elevabile a € 50.000  se sono presenti caratteristiche speciali (innovazione, digitalizzazione, sostenibilità, ecc.) Contributo a fondo perduto (programma di investimento) Per investimenti fino a € 120.000 75%  delle spese ammissibili Contributo a fondo perduto (programma di investimento) Per investimenti tra € 120.000 – € 200.000 70%  delle spese ammissibili *Maggiorazione voucher : il voucher può essere aumentato di € 10.000  (da 40.000 a 50.000) se, al momento della domanda, si dichiara e si dimostra che il progetto ha uno o più requisiti speciali (es. innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale). cosa finanzia Alcune voci tipiche di spesa che vengono accettate: Acquisto di beni strumentali: macchinari, attrezzature, impianti, strumenti digitali, software. Servizi per tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) Strumenti “green” o sostenibili, se inclusi tra i requisiti per la maggiorazione del voucher. Spese di formazione / accompagnamento / tutoring tecnico-gestionale, per supporto alla gestione dell’impresa. Attenzione: cosa NON è ammesso  (alcuni esempi importanti) Beni usati o il leasing (in alcuni casi) o acquisto tramite contratti tipo leaseback, o beni di proprietà del socio (anche affini). Spese notarili, imposte e tasse generalmente non sono ammissibili. Automezzi (a meno che siano necessari al ciclo produttivo, o al trasporto in conservazione condizionata). Tempistiche, processi e obblighi (come ottenerlo) Domanda da presentare online tramite portale Invitalia nell’area personale. Data di apertura prevista : 15/10/2025 . Dopo l’ammissione: obbligo di tutoring  da Invitalia — ci sono incontri obbligatori per supporto durante il processo. Il progetto va realizzato entro tempi prefissati salva eventuale proroga se motivata. Perchè conviene e cosa bisogna valutare Possibilità di copertura alta  dei costi (70-75%) con fondo perduto, senza dover restituire quella parte. Se il progetto è “piccolo” si può ricorrere al voucher che è più semplice da gestire, meno rischi burocratici e meno problemi di capitali propri. Opportunità di includere spese digitali / green / ICT che oggi sono preziose per competere. Il tutoring obbligatorio aiuta anche chi è meno esperto a impostare bene il business plan, a organizzare la gestione, evitare errori. Resto al Sud 2.0 fondo perduto chi può chiederlo cosa finanzia e come ottenerlo Se sei interessato ad utilizzare Resto al Sud 2.0 per realizzare la tua idea impenditoriale contattaci ora per una consulenza gratuita

  • Le procedure di sovraindebitamento

    La Rodemar Business Advice sempre in formazione continua per assistere al meglio le aziende clienti Le procedure di sovraindebitamento: presupposti e finalità di una disciplina semplificata La disciplina del sovraindebitamento, introdotta per la prima volta con la Legge n. 3/2012 e successivamente integrata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), rappresenta uno strumento fondamentale per garantire una via d’uscita alle persone fisiche e ai piccoli imprenditori che si trovano in una situazione di perdurante squilibrio economico-finanziario. Presupposti per l’accesso alla procedura Possono accedere alle procedure di sovraindebitamento tutti quei soggetti che non rientrano nell’ambito delle procedure concorsuali ordinarie previste per le imprese commerciali (come il fallimento o la liquidazione giudiziale). Rientrano in questa categoria, ad esempio, i consumatori, i lavoratori autonomi, le imprese agricole, le start-up innovative e i professionisti. Il presupposto essenziale è che il debitore si trovi in una situazione di crisi o insolvenza non colpevole, cioè senza aver agito con dolo o colpa grave nella generazione dell’indebitamento. Inoltre, il debitore deve presentare una proposta seria e sostenibile di ristrutturazione o esdebitazione, eventualmente assistito da un gestore della crisi o un OCC (Organismo di Composizione della Crisi). Finalità della disciplina semplificata La semplificazione delle procedure mira a favorire l’accesso effettivo alla giustizia economica anche per i soggetti più fragili. L’obiettivo è duplice: da un lato, permettere al debitore onesto ma sfortunato di ripartire attraverso l’esdebitazione (cioè la liberazione dai debiti non onorabili), dall’altro lato tutelare i creditori, garantendo una soddisfazione, seppur parziale, dei loro crediti secondo criteri di equità e trasparenza. In questo contesto, le procedure previste – come il piano del consumatore, l’accordo di composizione e la liquidazione controllata – sono pensate per essere meno onerose, più rapide e maggiormente orientate alla ristrutturazione del debito piuttosto che alla pura liquidazione del patrimonio. La disciplina del sovraindebitamento si configura come una risposta moderna e sociale al problema dell’insolvenza personale, con l’intento di coniugare rigore giuridico e solidarietà economica. La sua semplificazione non è solo una questione procedurale, ma rappresenta una vera e propria opportunità di rinascita per chi ha vissuto una crisi finanziaria senza averne colpa.

  • Il Rendiconto Finanziario: molto più di un obbligo contabile!

    💡 In un contesto dove l’accesso al credito è sempre più selettivo, le imprese devono dotarsi di strumenti che parlano il linguaggio delle banche e degli investitori. 🔑 Il rendiconto finanziario è proprio questo: ➡️ evidenzia la capacità dell'azienda di generare cassa ➡️ anticipa i bisogni finanziari futuri ➡️ supporta la valutazione del merito creditizio ➡️ diventa leva strategica nei rapporti banca-impresa 📊 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é è 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞?  ✔️ Aiuta a costruire flussi di cassa prospettici (DCF)  ✔️ Permette di monitorare il DSCR (Debt Service Coverage Ratio), l'indicatore chiave per chi finanzia  ✔️ Misura la cash conversion dell'EBITDA, ovvero quanto utile si trasforma davvero in liquidità 𝑪𝒉𝒊 𝒈𝒐𝒗𝒆𝒓𝒏𝒂 𝒊𝒍 𝑹𝒆𝒏𝒅𝒊𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐 𝑭𝒊𝒏𝒂𝒏𝒛𝒊𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒇𝒇𝒊𝒅𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕à 𝒆 𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒄𝒂. 𝑪𝒉𝒊 𝒍𝒐 𝒊𝒈𝒏𝒐𝒓𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒆𝒑𝒊𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒐𝒄𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒖𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂𝒕𝒐. 🚀 𝐕𝐮𝐨𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢? Parti da qui: 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘭𝘭𝘢 𝘪 𝘵𝘶𝘰𝘪 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘪, 𝘨𝘰𝘷𝘦𝘳𝘯𝘢 𝘪 𝘧𝘭𝘶𝘴𝘴𝘪, 𝘳𝘦𝘯𝘥𝘪 𝘪𝘭 𝘙𝘦𝘯𝘥𝘪𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘍𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘪𝘭 𝘵𝘶𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘢𝘵𝘰 Si vuoi ulteriori informazioni su come redarre correttamente il 𝐑𝐞𝐧𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 e come gestirlo, scrivici ora

bottom of page