• Francesco Nappi

Partenza a rilento per i finanziamenti da € 25.000,00


Il sole 24 ore fa una fotografia allarmante sulle richieste di #finanziamento alle #banche per i 25 mila.

28 mila domande sembrano tante, ma se consideriamo che in Italia vi sono poco più di 25 mila sportelli bancari (dati ISTAT 2018), il conto è presto fatto: appena 1,1 richieste per sportello bancario.

Consideriamo che in #Italia ci sono circa 760 mila #mPMI e circa 4,6 milioni di lavoratori autonomi, il conto è presto fatto: una % infinitesimale ad oggi è riuscita a richiedere ed ottenere il finanziamento.

E' chiaro che non tutte le imprese si "accontenteranno" dei 25 mila, ma resta comunque un dato allarmante.

Ma quali sono i motivi di questi ritardi?

Abbiamo chiamato diversi operatori del settore, quali confidi, e ci siamo interfacciati con diversi istituti bancari.

Le risposte sembrano essere tutte convergenti:

  1. Ritardo nelle regole da seguire: è stato emanato il #DecretoLiquidità, il #FondodiGaranzia ha predisposto il modello #allegato4-bis, ha emanato le #circolari operative, l'#ABI ha fatto le sue circolari, le #banche hanno cominciato ad organizzarsi - risultato ottenuto almeno 15 giorni persi.

  2. Nessun automatismo di delibera: nonostante il Decreto Liquidità abbia abbia indicato che per accedere la Fondo di Garanzia non sarebbero stati valutati gli andamentali, ne eventuali ritardi di pagamento post 31/01/2020, le banche faranno comunque una mini istruttoria valutando la bontà del cliente. Va da se che se un azienda non affidabile prima del #COVID19, non lo è neanche dopo.

  3. Le piccole banche locali, BCC in particolar modo, hanno risentito della sospensione delle rate. La sospensione ha fatto si che venissero a mancare i fondi necessari per poter erogare.

  4. Le condizioni imposte sono molto stringenti in termini di condizioni economiche. Non dimentichiamo che le banche hanno una finalità economica e quindi "devono guadagnare".

  5. Molti istituti bancari sono più orientati ad consolidamento con aggiunta di liquidità: non è una pratica errata, specie se si considera che i mancai incassi, hanno generato un aumento delle posizioni debitorie nei confronti dei fornitori, "congelando" di fatto le linee a breve termine. Per una ripartenza più agile, un consolidamento, magari con un congruo pre-ammortamento, consente alle imprese di potersi approvvigionare, cominciare ad incassare, magari anche gli arretrati, e riprendere a fatturare.

Secondo il nostro punto di vista una richiesta di finanziamento fatta solo perché un decreto te lo consente, non è una buona strada.

Al netto della valutazione bancaria, occorre fare una valutazione imprenditoriale, occorre stendere un piano economico finanziario, uno in cui sono previsti scenari ottimistici, altri per scenari medi e pessimistici.

Richiedere un finanziamento, anche se garantito al 100%, è comunque un indebitamento, e per tanto ha impatto sul nostro bilancio.

A nostro avviso, un finanziamento va valutato a seconda della tipologia aziendale e del piano di riapertura e sviluppo che si intende affrontare.


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